Back to the Reviews listing
Santa Cecilia, Rome - Corriere della sera
Sunday 1 February 2009

Piotr Anderszewski, il giovane pianista polacco-ungherese che era stato solista nel Concerto in do minore per pianoforte e orchestra di Mozart, è tornato a Santa Cecilia con un sontuoso programma da recital. Il pubblico lo ha come aspettato al varco con il suo bagaglio talentuoso. Nei quindici minuti di intervallo era tutto un «sì» alla promozione di Anderszewski-divo. Poco prima ce lo eravamo visto arrivare disinvolto sul palco, con la carica dello sperimentatore. Dove l'esperimento riguardava l'interpretazione della prima parte del programma con la Partita in do minore, e la «Suite inglese» in re minore di Bach, entrambe a due voci, entrambe clavicembalistiche, entrambe riversate sulla tastiera di un uno sgargiante pianoforte Fazioli.

Fin qui i dati di fatto. Però nella seconda parte del programma, quella dedita a Janacek e Beethoven, Anderszewski è tornato (come si suol dire) all'ovile, ribadendo la propria fedeltà al grancoda Steinway. Ora, il «suono Fazioli» si adatta a meraviglia al carattere timbrico di un certo Bach in programma - il Bach a due voci - però a condizione di far uso del tocco appropriato, il tocco «clavicembalistico» vagamente percussivo, sebbene dolcissimo. Anderszewski sfiorava invece i tasti carezzandoli come è d'uso al cospetto della tastiera Steinway. A ciascuno il suo... E veniamo alla tenuta ritmica. Anderszewski è risultato impeccabile nei brani di Bach che esprimevano esplicito ottimismo, come il «Capriccio» conclusivo della Partita, e la «Gigue» della Suite inglese. Il suo talento sta comunque dalla parte della modernità timbrica di Janacek e la passionalità, la trascendenza beethoveniana. Qui egli esprimeva un intuito visionario che non sarà quello universalmente riconosciuto, eppure risponde a una logica (magari arbitraria) ma coerente; come tale ha diritto di esistere.

È qui che Anderszewski merita il successo ottenuto. È anche qui che egli si è liberato d'ogni residuo «trac» (il timor panico del concertista) dando il meglio di sé. Non c'è da stupire che nei tre bis (devoluti a furor di popolo) egli abbia finalmente rivelato se stesso. Mi riferisco alla Sarabanda di Bach e alle due Bagattelle di Beethoven.

Photo: © K.Miura 2007


Site Credits
© 2004-2016 Piotr Anderszewski. All Rights Reserved.
All sound clips and images reproduced with permission of their respective owners.